Affitti, domanda in frenata
L’Osservatorio semestrale del mercato residenzialeLuglio è il mese dei bilanci di metà anno per il mercato immobiliare, e anche questa volta, per valutarne l’andamento, abbiamo realizzato un’analisi sui settori di compravendite e affitti in Italia con il nostro classico Osservatorio Semestrale del mercato residenziale. Lo studio è realizzato da Immobiliare.it Insights, proptech company del gruppo di Immobiliare.it, specializzata in analisi di mercato e data intelligence. La principale evidenza è che, nei primi 6 mesi del 2025, i canoni di affitto sono aumentati di più del doppio rispetto ai prezzi delle case in vendita. Tra inizio gennaio e fine giugno l’ascesa è stata infatti rispettivamente del 5,5% e del 2,1%, con le locazioni che hanno così raggiunto i 14,3 euro/mq medi e gli immobili in vendita, invece, i 2.110 euro/mq medi. Anche a causa di questo solido rialzo dei canoni, l’interesse per la locazione in Italia sta progressivamente diminuendo, seguendo la tendenza che già si era manifestata nel primo trimestre del 2025. Rispetto a 6 mesi fa, la domanda* di affitto è calata di oltre il 9%, trainata verso il basso dai grandi centri, che nel periodo hanno registrato un deciso -21%, mentre si è notata una perfetta stabilità nelle città di minori dimensioni**. La discesa della richiesta di affitto ha condotto a un accumulo dello stock in offerta, con gli annunci che sono aumentati del 15,6% sul portale Immobiliare.it. Anche in questo caso, nei grandi centri l’incremento è stato maggiore (+23,4%), rispetto ai piccoli (+9,4%). Anche nel settore delle compravendite la disponibilità di case è aumentata nei primi 6 mesi dell’anno (+4,4%), ma in questo caso la domanda è fortemente cresciuta, al contrario di quanto fotografato per le locazioni. Infatti, l’interesse per le case in vendita è in ascesa in doppia cifra (+14% circa) nel confronto con l’ultimo semestre del 2024, e la salita è molto simile nei grandi e nei piccoli centri, su rispettivamente del 12,9% e del 13,9%. Già a partire dalla prima metà dello scorso anno il mercato immobiliare aveva evidenziato i primi segnali di cambiamento, con un progressivo spostamento dell'interesse degli utenti dalle locazioni alle compravendite. A distanza di dodici mesi, questa tendenza si è confermata e consolidata, sostenuta da diversi fattori, tra cui in particolare la riduzione dei tassi di interesse. Di conseguenza, anche chi fino a poco tempo fa era restio ad avviare un percorso di acquisto, a causa di una persistente incertezza economica, ha iniziato a cambiare prospettiva: l’acquisto di una casa è tornato a essere una possibilità concreta, anche nelle grandi città. Per quanto riguarda i territori più cari per le vendite, Il Trentino-Alto Adige rimane la regione più cara per comprare casa, con 3.529 euro/mq (+2,2% nel primo semestre dell’anno). La Calabria resiste come unica regione al di sotto dei 1.000 euro/mq medi, con 949 euro/mq. Qui, i costi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto ai 6 mesi precedenti (-0,5%). Milano mantiene invece la testa della classifica delle città più care in cui acquistare un immobile in Italia, con 5.532 euro/mq medi, in rialzo del 2,3% da inizio anno. Passando alle locazioni, la regione più dispendiosa in cui affittare casa è la Valle d’Aosta, con i canoni che sfiorano i 20 euro/mq medi (+2,6% nel primo semestre dell’anno). Al secondo posto la Lombardia, che rimane poco sotto i 19 euro/mq. La Basilicata, anche a seguito di un calo dell’1,4% nel semestre, è invece la regione più economica per affittare, con 7,5 euro/mq medi. Milano si conferma la città più cara anche quando si tratta di affittare un immobile, rimanendo stabile a 22,5 euro/mq medi (solo +0,4% nei 6 mesi considerati). Firenze, con 21,4 euro/mq, è seconda, ma nel semestre, incrementando quasi del 3%, si è avvicinata al capoluogo lombardo. L’andamento degli affitti transitori in Italia A luglio abbiamo anche approfondito una particolare tipologia di affitti, ovvero gli affitti transitori*, contratti di locazione non inferiori ai 30 giorni e non superiori ai 18 mesi, che per questo si distinguono sia dagli affitti tradizionali sia da quelli brevi. Se l’anno scorso si era detto di un fenomeno che stava spopolando in Italia, con una domanda** in crescita ovunque, ecco che 12 mesi dopo la tendenza si è invece ribaltata, soprattutto nelle grandi città. Anche a causa di prezzi in crescita esponenziale negli ultimi 12 mesi (il dato Italia registra un +28% rispetto al primo semestre del 2024), la richiesta è crollata quasi ovunque. Sono queste le principali evidenze dell’ultima ricerca di Immobiliare.it Insights, che ha analizzato l’andamento di domanda, prezzi e offerta delle locazioni transitorie nella nostra Penisola e in 12 grandi centri del Paese***. Rispetto a un anno fa (1° semestre 2025 vs. 1° semestre 2024), la contrazione più rilevante della domanda si rileva a Firenze (-41%), con Venezia al secondo posto (-37%). Milano sperimenta un calo dell’interesse per tale tipologia di contratto pari al 20%, mentre Roma del 7%. Ci sono invece due grandi centri del Nord Italia in cui la domanda tiene, e anzi incrementa rispetto allo scorso anno. Il caso più eclatante è quello di Genova, che addirittura cresce del 78% - e questo fenomeno è da attribuire soprattutto a un dimezzamento dell’offerta nel periodo (-56%) - ma anche Torino performa positivamente, evidenziando un +7%. Proprio Genova è la città ad aver conosciuto il più alto incremento dei prezzi nell’ultimo anno per gli affitti transitori (+29%, da 9,3 a 12 euro/mq). Al secondo e al terzo posto si trovano rispettivamente Bologna (+26,5%) e Roma (+23%). Rialzi a due cifre anche per Torino (+16%) e Venezia (+12%). Rispetto a domanda e prezzi, l’offerta di affitti transitori, se si guarda agli annunci pubblicati su Immobiliare.it, mostra un andamento ben più variegato, con alcuni incrementi corposi e altri decumuli significativi. Tra le ascese, quella più marcata si nota a Catania (+75%), ma anche a Bari (+66%) e Napoli (+57%) le crescite sono solide.